Dal cervello umano all’Intelligenza Artificiale: quali le mosse possibili

Dal cervello umano all’Intelligenza Artificiale: quali le mosse possibili

Per molti anni l’uomo si è imbattuto nella realizzazione di sistemi di Intelligenza Artificiale. Tuttavia, oggi è molto spaventato di questa sua creazione perfetta: siamo arrivati al momento in cui l’uomo è contro la macchina, il creatore contro la sua creazione, il cervello umano contro quello di silicio. Sicuramente l’individuo è spaventato dal fatto che l’IA non condivida obiettivi e valori umani: che le macchine rubino i nostri mestieri, che nascano droni assassini autonomi, che strumenti intelligenti conquistino il mondo e ci trasformino in marionette. Sicuramente, il rapporto tra l’uomo e una macchina è come un gioco di scacchi: la vittoria di un giocatore comporta necessariamente la perdita dell’altro. Possiamo mettere in evidenzia moltissimi esempi: Garry Kasparov, dominatore del gioco degli scacchi al livello mondiale per oltre vent’anni, se non che il più giovane campione di sempre, viene battuto nel 1997 da Deep Blue, creazione intelligente di IBM.
Tuttavia, Garry non poteva fare a meno di immaginare: cosa succederà se un essere umano dovrà collaborare con un AI?
Nel 1998, il famoso campione ha tenuto il primo gioco al mondo chiamato Centaur Chess: un gioco che riprende le caratteristiche dalla mitologia greca, dove il famoso centauro mitologico era per metà umano, e per metà cavallo. Pertanto, questi centauri erano squadre metà umane, e metà macchine IA.
Ma se gli umani perdono contro l’Intelligenza Artificiale a scacchi, una coppia di umani unita a sistemi intelligenti è peggio di una intelligenza Artificiale da sola?
Garry, ha cercato di rispondere a questa domanda: sono stati invitati tutti i tipi di concorrenti, quali supercomputer, grandi maestri umani, squadre miste di umani e macchine intelligenti, a competere per un premio originale. Quali sono stati i risultati di questo test?
Un Centauro umano insieme a un sistema intelligente ha battuto l’umano da solo, come ci si sarebbe aspettati. Ma, incredibilmente, il centauro umano unito ad AI ha battuto anche il computer solista. Questo viene spiegato dal fatto che l’intelligenza non è una singola dimensione, anzi rappresenta solo il 30-50% delle caratteristiche di un individuo su compiti cognitivi diversi. Pertanto, visto che umani e intelligenza artificiale sono sviluppati potenzialmente su dimensioni diverse, proprio come i centauri, riescono a sconfiggere uomini e macchine nello stesso modo. L’intelligenza umana deve assolutamente specializzarsi.
L’unione degli uomini con l’Intelligenza Artificiale può risolvere molti problemi tecnici, tra cui come superare le debolezze degli esseri umani in relazione ai punti di forza delle macchine intelligenti. Tutto ciò porta alla risoluzione anche di un problema morale: come possiamo essere sicuri che entrambe le parti condividano gli obiettivi e valori? La risposta è molto semplice e intuitiva: se non puoi batterli, unisciti a loro.

 

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L’immagine del centauro: come entrambi i giocatori possono vincere

Che tipo di strumenti hanno costruito gli umani che gli permettono di potenziare le loro forze intellettuali e superare le loro debolezze? L’uomo e le macchine intelligenti possono davvero passare dallo scacco matto al compagno di squadra?
Doug Engelbart ha indagato per molto tempo su come i nostri strumenti modellano i nostri pensieri, tuttavia è riuscito a scoprire qualcosa di ancora più profondo: uno strumento per aumentare la mente umana. Secondo lui di tutti gli strumenti che abbiamo creato per aumentare la nostra intelligenza, la scrittura potrebbe essere la più importante. Il famoso ingegnere afferma che: “uno strumento non solo rende più facile la creazione di qualcosa, ma consente nuovi modi di pensare, di vivere, di essere prima impossibili”. Nel dicembre 1968 Doug mostra al mondo un nuovo sistema informatico che ha dato vita all’idea dell’amplificazione dell’intelligenza: The Mother of All Demos. È proprio in questo contesto, dove, per la prima volta, il mondo conosce il mouse del computer, l’ipertesto, la videoconferenza, il lavoro collaborativo in tempo reale, e molto altro ancora. Ciò accadeva 16 anni prima dell’Apple Macintosh, 35 anni prima di Skype e 44 anni prima di Google Docs. Nella nostra era tutte le demo hanno raggiunto lentamente il pubblico, il personal computer conferisce alla gente comune il potere dell’informatica, in Svizzera viene pubblicato il World Wide Web che permette alle persone di condividere la loro conoscenza usando le famose pagine web, gli individui potrebbero essere capaci persino di creare connessioni tra pezzetti di varie conoscenze usando gli hyperlink.
Steve Jobs una volta paragonò il computer a ‘una bicicletta per la mente’: questo strumento andrà sicuramente più veloce di quanto possa fare il corpo umano, e tuttavia, a differenza della macchina, la bicicletta è alimentata dall’uomo. Doug Engelbart immaginava che il computer sarebbe stato uno strumento per la creatività intellettuale e artistica; tuttavia, oggi, i nostri dispositivi sono progettati meno per la creazione, e più per il consumo.

Come si diventa centauri?

Il centauro, dalla mitologia greca antica, era un essere maestoso nato da grande dea. Qual’è la lezione più importante sulla collaborazione uomo-macchina? Quando crei una squadra di umani uniti all’intelligenza Artificiale, il problema non è né l’umano, né l’IA, ma la loro unione. Com’è possibile combinare i punti di forza individuali umani e quelli degli esseri intelligenti per superare le loro debolezze? Qui c’è bisogno di sapere quali sono esattamente i punti di forza e di debolezza di entrambe le parti. La natura umana, nel bene e nel male, è sempre la stessa da millenni. Se si vuole vedere i punti di forza che sono unici e universali per tutti gli esseri umani, basta guardare i bambini. Sono già esperti in: intuizione, analogia, creatività, empatia, abilità sociali. Alcuni potrebbero deriderli per essere “soft skills”, ma il fatto che possiamo creare un’IA che gioca a scacchi, ma che non può tenere una conversazione normale di cinque minuti, è la prova che queste abilità ci sembrano “morbide” solo perché l’evoluzione è già stata messa nei 3,5 miliardi di anni di duro lavoro per noi.
Se si vuole vedere le debolezze degli umani, basta andare a scuola. Queste cose sono estremamente difficili per le intelligenze umane e richiede anni di addestramento per acquisire anche una competenza di base: aritmetica, calcolo, memoria, logica, calcolo. I famosi smartphone sono capaci di fare tutte queste cose meglio e più velocemente degli esseri umani vivi più intelligenti.
Per quanto riguarda invece l’Intelligenza Artificiale, è da sciocchi prevedere quali siano i suoi punti di forza e debolezza, quali cose specifiche potrà fare o non può fare nel lontano futuro. Trent’anni fa, nessuno aveva previsto che avremmo avuto auto a guida autonoma.

I computer ovviamente, sono bravi a scricchiolare trilioni di numeri, analizzando miliardi di punti dati, considerando milioni di possibilità. I numeri possono essere la sua forza più grande di IA, ma allo stesso tempo i numeri sono anche la loro più grande debolezza. Al momento, puoi addestrare un’IA solo se hai una “funzione di costo”, cioè se ci sono risposte quantitativamente migliori o peggiori.
In parole povere, le IA sono le migliori per scegliere le risposte, mentre gli umani sono i migliori a scegliere le domande.

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